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Bose è una comunità di monaci e di monache appartenenti a chiese cristiane diverse che cercano Dio nell'obbedienza al Vangelo, nella comunione fraterna e nel celibato. Presente nella compagnia degli uomini si pone al loro servizio.


Vangelo del giorno

Seguire Gesù fino alla fine

25 luglio 2024

Oggi facciamo memoria di S. Giacomo di Zebedeo apostolo, uno tra i primi chiamati alla sequela di Gesù. Fu testimone di alcuni degli eventi più importanti della vita di Gesù come la Trasfigurazione e il momento al Getsemani. Insieme al fratello Giovanni venivano soprannominati da Gesù come “figli del tuono”; doveva infatti avere un carattere forte, impulsivo e irruento. 

Vangelo della Domenica

Da dove il pane?

28 luglio 2024

XVII domenica nell’anno
Giovanni 6,1-15
di Sabino Chialà

Gesù pone ai discepoli un interrogativo decisivo: dove l’essere umano può trovare il pane, ciò che può davvero trasmettergli la vita? Quel nutrimento è offerto da Gesù nel pane sovrabbondante che offre alle folle. Un pane che i discepoli non possono procurarsi con i propri mezzi, ma possono ricevere, così come le folle. La vita è un dono che il Signore offre in abbondanza, sfuggendo però a chi vuole mettere le mani su di lui per manipolarlo così da usarlo a proprio vantaggio.

Per pregare con noi

Giacomo di Zebedeo

25 luglio, apostolo, memoria

O santi apostoli di Cristo, 
voi testimoni fin da principio, 
attorno al trono dell’Agnello 
accelerate il suo ritorno.

Lettera agli amici

Uno sguardo rinnovato

Lettera agli amici - Qiqajon di Bose n. 76 - Trasfigurazione 2024

“Fu trasfigurato davanti a loro” (Mt 17,2). La festa della Trasfigurazione ci pone davanti a questo evento di luce: l’uomo Gesù muta di aspetto al cospetto di tre suoi discepoli e la natura divina che lo abita risplende in tutta la sua pienezza di fronte a esseri umani creati a immagine e somiglianza di Dio. Così è lo sguardo stesso dei discepoli a essere trasfigurato, beneficiando di una luce nuova nella quale contemplare il Figlio dell’Uomo. Uno sguardo nuovo – quello di Pietro, Giacomo e Giovanni al Tabor e quello di ciascuno e ciascuna di noi quando lo alziamo verso il Signore trasfigurato – che abilita a un discernimento altro sulle realtà che ritroviamo ai piedi della montagna, nel nostro quotidiano pellegrinaggio verso la Gerusalemme celeste. Uno sguardo rinnovato e reso chiaroveggente dalla frequentazione della Legge e dei Profeti – presenti attraverso Mosè ed Elia – e dall’ascolto del Figlio amato, come chiede di fare la voce del Padre risuonata sul Tabor.